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Andrea Palladio | Pubblicazioni | Palladio e il Veneto
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PALLADIO E IL VENETO   Villa Gazzotti - Bertesina - (1542)  
       
 
Materiali disponibili
Veduta (foto Guidolotti 1999) Scorcio della facciata (foto Guidolotti 1997) Particolare della facciata (foto Guidolotti 1999)
Pianta (Bertotti Scamozzi 1778) Sezione (Bertotti Scamozzi 1778)
mappa del luogo
Indirizzo
Via San Cristoforo, 23,
Bertesina

Visite
Non è aperta al pubblico
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  Andrea Palladio progetta la villa per Taddeo Gazzotti fra il 1542 e il 1543. Taddeo non è di nascita aristocratica, ma è un uomo colto, appassionato di musica e legato da vincoli di parentela acquisita ad Antenore Pagello, elemento di spicco della nobiltà vicentina, e infine fautore — insieme a Giangiorgio Trissino — del rinnovamento architettonico della città. Una speculazione sbagliata sul dazio del sale porta Gazzotti alla rovina e nel 1550 è costretto a vendere la villa, ancora in costruzione, al patrizio veneziano Girolamo Grimani che la completa nel giro di alcuni anni.
Nel progettare la villa, Palladio deve innanzi tutto fare i conti con la necessità di assorbire in un insieme aggiornato e coerente una casa a torre preesistente, citata nei documenti e ancora ben visibile all’angolo destro dell’edificio realizzato. Palladio la raddoppia all’altra estremità della pianta, creando due appartamenti simmetrici di tre stanze ciascuno, collegati da una loggia voltata a botte alla grande sala coperta a crociera.
La struttura dell’edificio, lungo e poco profondo, con l’ordine composito che fascia l’intera altezza e la loggia centrale, risente fortemente dell’influsso di palazzo del Tè di Giulio Romano a Mantova e della contemporanea progettazione della grande villa per i fratelli Thiene a Quinto. L’enfasi sulla sala a crociera e la presenza di appartamenti di tre unità fanno parte di un linguaggio che andrà poco a poco affinandosi.
 
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